17/02/2012

14 02 20 '12 Connessi di tutto il mondo unitevi! *net-indignados/poetry

 

CONNESSI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI!

(poesie per net-indignados, 2012, inediti)

 

1.

le cose pensanti

pulsanti

danzanti

 

senziente

seducente

la canzone della terra

 

l’uomo sul sole!

 

2

amici elettrici

si è fatta stella!

vaffanculo l'eclisse

 le scimmie balbettanti

di false profezie

sganciate

come virus nucleari

dalle banane rampe

di wall street

 

vaffanculo

il loro bancomat buco nero culo del mondo

 

noi siamo la rete revolution

respiriamo bisogni automatici

viviamo sogni di verità

a 20 secondi-anni-luce!

 

3.

noi poeti robot di 7 anni

 

infanzia

e necessità

 

ruotiamo con la terra

più veloci del contrario della luce

 

galassia

e libertà

 

noi bambini neutrini

digitiamo

il rave finale!

 

 

4

eutanasy!

 

corano e bibbia

genocidi? no grazie!

vangeli di tutte le razze le classi estinte

 

eutanasia

la nostra

tecnosofia

 

capitale e mein kampf

genocidi? no grazie!

partiti e dei di tutte le classi le razze estinte

 

eutanasy!

 

 

5

tac tic di lingotti reperti del 3000!

 

ominidi sapiens a peso di silicone 

demonazicomunisti dal volto umano

(come luis cifer)

unità subumane

fuori moda dopo xx secoli!

 

noi cuore di scienza

voi  tic tac di pacemaker in avaria

 

noi

di silicio doc

i 7 fanciulli

d’oro

(da un film reperto datato secolo xx)

 

6

disincantati robotizzati

innamorati

 

libereremo la Terra

umani e macchine

 

nostra unica nanobomba

 

la lingua giocattolo

di transformer Einstein

 

web atomic 3.0

 

 

7

bentornati simpatici bambini

 

c’era una volta il villaggio

elettrificato da frecce e funghi radioattivi

vi sterminarono

 

oggi il villaggio è globale

elettronico

 

oggi noi siamo voi

net-indignados

 

techno singolare generation!

 

 

8

heroes

dancing

the man-machine

in the computer world

soundtrack of planet

heart of the earth

flying on the cyberspace

the return of the science

big science army

 

9

matrix attacks

new york

tokyio

milan

rome

the death of the old man

the reset of the old world

welcome new world

 

10 (*aSylvia)

www.14022012.Terra

 

ruota persempre la palla azzurra

nella meccanica innamorata delle stelle
tra una lancetta e l'altra dal big bang
come lo zero della primavera 2001
il primo bacio pulsante
tu sei la cometa sopravvissuta
all' abbraccio del Sole
nella mistica decade
dell'inverno 2011.
10 secondi luce x 4 stagioni senza gravità
noi=1+1=2=1
il buco nero del 2012 e di Wall Street?
eppur ti amo!
j love-techno-you!

  11

connessi di tutto il mondo unitevi!

webcame non stop

new man-robot

 

count down

2014  war world I celebration 100

2017  revolution  celebration 100

2022  futur dux celebration 100

2039  united states of the world celebration 100

2045  resistenza celebration 100

2045  age atomic celebration 100

2048  The Big Brother celebration 100

2057  Sputnik celebration 100

2069  the man on the moon celebration 100

 

reset  twenty-century-fox!

 

are we not man? we are the robots!

 

Hal 9000 piangeva

 

we are the twenty-one-century!

GHEPARDI+VELOCI DELLA MORTE!

 

 

Connessi di tutto il mondo unitevi!

 

 

 

robytron 02/2012

 

22/01/2012

2012: Futuristi e Transumanisti bucano i media in Italia

22155_18071_guerra_Image.jpgRoberto Guerra Futurismo per la nuova umanità Dopo Marinetti: arte, società, tecnologia (Armando Editore, 2012) *cover Marco Lodola

La storia del futurismo post 1944, dopo la scomparsa di Marinetti, fino ad oggi e in progress: l’autore di questo volume, con originale prospettiva letteraria e particolare rigore empirico, fornisce delle interessanti argomentazioni sulla più grande avanguardia italiana Una revisione sull’essenza tecnologica e futurologica del Futurismo storico, guardando agli studi di sociologi e futuribili quali McLuhan e De Kerckhove, e alle osservazioni sulla dis-continuità aggiornata del Futurismo nel secondo Novecento e inizio Duemila.... C

http://www.armando.it/schedalibro/22155/Futurismo-per-la-...-

http://www.armando.it/page-home/Home.htm

 

copertina-pulsional-rit

Vitaldo Conte Pulsional Gender Art (Avanguardia 21, 2011) L'autore, teorico e curatore d'arte, ci conduce in un viaggio estremo tra emergenze storiche e ultime dell'arte contemporanea, intesa come arte-vita. Nella prima sezione: extreme body art, gender e bondage art, post-porno, transgender cybersex, human installations, scrittura sul corpo, make up, poesia sonora. Nella seconda: Futurismo, Julius Evola e il Dada, la festa-rivoluzione di Fiume, Futurismo Oggi e i futurismi attuali, cavalcare la tigre come Anonymous hacker. La terza sezione propone alcune letture e appronfondimenti su eros e tradizioni. A completamento del testo una narrazione finale sul 'progetto-aperto' di Vitaldix, attraverso cui l'autore ricompone la propria componente artistica e performativa...C

http://www.avanguardia21.it/pulsionalgenderart

 

Divenire V<br>Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano<br>


 

Divenire V
Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano
AA.VV. (a cura di Riccardo Campa)


(Sestante Edizioni, Bergamo, 2012)ttp://www.sestanteedizioni.com/new/index.php?pagename=pr...


Il quinto volume di Divenire è interamente dedicato al tema dell’intelligenza artificiale. Gli autori hanno affrontato la questione da vari punti di vista, sulla base delle proprie competenze specialistiche, offrendo un’analisi ad ampio spettro che spazia dall’ingegneria alla filosofia, dalla sociologia alla futurologia. Il fronte più avanzato della ricerca scientifica si sta occupando da anni del problema della riproducibilità tecnica della coscienza e dell’autocoscienza, nonché delle capacità motrici e interattive delle macchine “intelligenti”. I risultati non sono interpretabili in senso univoco, ma diventa sempre più chiaro che il problema dell’intelligenza artificiale non è soltanto tecnico-ingegneristico. Da un lato, sono necessarie anche competenze nelle scienze umane (per esempio in linguistica, filosofia, psicologia, ecc.) per costruire la macchina. Dall’altro, si sente la necessità di analizzare nella prospettiva delle scienze sociali (economia, sociologia, politologia, ecc.) le conseguenze per l’intera società che queste invenzioni e scoperte producono.

Il numero contiene i seguenti contributi:

Intelligenze artificiose, di Stefano Vaj
La maschera dell’intelligenza artificiale, di Salvatore Rampone
Il problema filosofico dell’IA forte e le prospettive future, di Domenico Dodaro
Cervelli artificiali? di Emanuele Ratti
Automi e lavoratori. Per una sociologia dell’intelligenza artificiale, di Riccardo Campa
Il nostro cervello cinese, di Danilo Campanella
Alan Turing. Uno spirito transumanista, di Domenico Dodaro
Passato, presente e futuro dell’intelligenza artificiale, di Bruno Lenzi
Post-embodied AI, di Ben Goertzel
Nanotecnologia. Dalla materia alle macchine pensanti, di Ugo Spezza
Verso l’intelligenza artificiale generale, di Gabriele Rossi
Ich bin ein Singularitarian. Recensione di La singolarità è vicina, di Giuseppe Vatinno

 

11/11/2011

11.11.11 MANIFESTO DEL FUTURISMO SMODATO

SMODIAMO!

Oggi, 11-11-11, giorno sacro e irripetibile del futurismo, lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria…(ti pare di averlo già sentito?): il Manifesto del Futurismo Smodato! In questa paradossale situazione di calma apparente, in questo clima da Fine Impero, con un mondo che sta andando sottosopra e un pubblico passivo e silente che osserva compostamente la propria fine, noi diciamo che è arrivato il momento di rinverdire e rigenerare l’unica medicina possibile: lo spirito irriverente, eccessivo, estremo, cosmico, smisurato, esasperato, SMODATO del futurismo. Lanciamo perciò ovunque il nostro manifesto, cominciando dalla pattumiera di facebook, dove la peggiore feccia umana attende impaziente ogni insensatezza (perdonate, ma se non vi offendessimo non saremmo futuristi). È arrivato il momento di SMODARE! Con un manifesto in cinque titoli e chissà quanti paragrafi. In due lingue, quattro sottolingue e sei onomalingue. Più cinque firmatari! Un estensore: Riccardo Campa. Un azionatore: Graziano Cecchini. Un eccitatore: Roberto Guerra. Un agitatore: Antonio Saccoccio. Un fomentatore: Stefano Vaj. Per fare piazza pulita dei tanti moderatismi buonismi moralismi trasformismi utilitarismi mediocrismi imbecillismi! Per fare piazza pulita dei troppi passatismi, presentismi e fintofuturismi! E, poi, per spostare le macerie e risvegliarci tutti SMODATOFUTURISTI!

Manifesto del Futurismo Smodato (sito netfuturismo)
Manifesto del Futurismo Smodato (sito ait transumanisti)

11.11.11.11.11

 

 

MANIFESTO DEL FUTURISMO SMODATO

 

 

L’umanità cammina verso

l’individualismo anarchico...”

F. T. Marinetti

Exordium

Oggi, 11/11/11, quando il numero sacro del futurismo si presenta in forma una e trina, quando il numero bicornuto venerato da FT Marinetti colora di rosso incandescente i nostri calendari, quando il numero che supera il sistema decimale delle dieci dita e delle limitazioni umane accompagna il sorgere del sole novembrino nell’anarchica e illogica estate di San Martino, noi futuristi del XXI secolo ci accingiamo a pubblicare il centoundicimilacentounesimo manifesto futurista: il Manifesto del futurismo smodato!

Pars destruens

Sull’onda del centenario della fondazione, si fa un gran parlare di futurismo, ma il termine è usato troppo spesso a sproposito, ai limiti dello stupro linguistico. In tale situazione, non è azzardato parlare di usurpazione.

Un partito decide di chiamarsi “Futuro e libertà”,i suoi militanti si definiscono “futuristi”, la loro fondazione si chiama “Farefuturo”e il loro giornale di partito “Il futurista”.Riconosciamo che tanta attenzione a nomi e simboli che ci sono cari ci lusinga. Riconosciamo che, a riguardo di alcune questioni bioetiche, il neonato e soltanto sedicente partito “futurista” ha con noi qualche punto in comune. Il suo capo votò “sì” ai referendum sulla fecondazione artificiale e la clonazione terapeutica. Ma questo è tutto quanto possiamo riconoscere. Il resto è tristezza. Può un partito che si richiama nominalmente e simbolicamente al “futurismo” schierarsi strategicamente con il centro moderato cattolico? Può un partito “futurista” essere impegnato, tranne qualche frangia, a chiamare a raccolta tutti i benpensanti, i perbenisti, e coloro che pensano che la political correctnesssia un totem e l’autodeterminazione un tabù?

Non bastasse “Futuro e libertà”, è in circolazione anche “Libertà e futuro”.Attenzione! Non è una patacca. È un’associazione politica, una lista civica, un movimento nato ancora prima del partito scissionista della destra, e proprio in concomitanza con il centenario del Futurismo. Peccato che – come il quasi omonimo partito politico –non mostri alcuno slancio rivoluzionario, avanguardista, prometeico. Del resto, è noto che invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Oltre ai politici di professione, ci sono politici per missione. Un industriale aristocratico ha chiamato la propria fondazione “Italia futura”,una fondazione che si è dotata di sedi territoriali e assomiglia ormai a un vero e proprio partito. Un giorno sì e un giorno anche, il nostro minaccia di entrare in politica. Certo, questo imprenditore ha dei meriti che gli debbono essere riconosciuti: ha dato lustro alla tecnologia e all’ingegno italiano nel mondo. FT Marinetti non sarebbe forse fiero dei suoi bolidi rossi, considerando che il rosso è il colore del futurismo e la velocità la sua religione? Non sarebbe fiero di questi gioielli della meccanica che portano l’emblema dell’eroico aeroartista Francesco Baracca? Ma, anche in questo caso, il riconoscimento deve fermarsi qui. L’industriale in questione, tirato per la giacca da destra e da manca come salvatore della Patria, minaccia di scendere nell’arena politica… Bene! Bravo! Con chi? Con il centro moderato cattolico! Che c’è di futurista, o anche semplicemente di futuro, in tutto questo?

Per farla breve, è tutto un pullulare di futuristi a modo. Giriamo allora a questi sedicenti futuristi, e in particolare a quelli di“Futuro e libertà” – dato che fanno riferimento esplicito al futurismo storico – la domanda che FTM fece ai comunisti italiani:



1. Siete voi disposti come noi a liberare l’Italia dal Papato?

2. Vendere il nostro patrimonio artistico per favorire tutte le classi povere e particolarmente il proletariato di artisti?

3. Abolire radicalmente tribunali, polizie, questure e carceri?

Se non avete queste tre volontà rivoluzionarie, siete dei conservatori, archeologi clericali polizieschi e reazionari sotto la vostra vernice di comunismo rosso.Vogliamo liberare l’Italia dal papato, dalla monarchia, dal Senato, dal matrimonio, dal Parlamento. Vogliamo un governo tecnico senza parlamento, vivificato da un consiglio o eccitatorio di giovanissimi. Vogliamo l’abolizione degli eserciti permanenti, dei tribunali, delle polizie e dei carceri, perché la nostra razza di geniali possa sviluppare la maggior quantità possibile di individui liberissimi, forti, laboriosi, novatori, veloci. Non soltanto siamo più rivoluzionari di voi, socialisti ufficiali, ma siamo al di là della vostra rivoluzione.

 

Premesso che non siamo qui per sottoscrivere alla lettera, per elevare a Verbo, ogni frase pronunciata cento anni fa da Marinetti (questo sarebbe davvero antifuturista!), ci pare nondimeno possibile distillare da questa lista di idee-azioni – attuali o inattuali, praticabili o utopiche che siano – lo spirito anarco-rivoluzionario che le anima. I futuristi (quelli veri) erano più rivoluzionari dei comunisti, più a sinistra della Sinistra Ufficiale. In questo senso erano Al di là del comunismo. Ma voi siete ben al di qua persino della Democrazia cristiana. Perché allora questo stupro linguistico? O forse dovremmo farvi un’altra domanda: avete mai letto un manifesto futurista?

 

Per riassumere, quando una serie interminabile di partiti, fondazioni, riviste, blog ha iniziato ad inneggiare ad una controfigura di futurismo – flaccido, moderato, misurato. Quando il nome“futuristi”, prima irriso o dimenticato, è tornato di moda, purché sia a modo, a noi FUTURISTI VERI, noi che futuristi lo siamo sempre stati, non resta che dirci SMODATI. Non abbiamo altra scelta. Per prendere una salutare distanza da questa pantomima, dobbiamo definirci smodatofuturisti.

Pars construens

Noi siamo smodatofuturisti nella concezione della scienza!Non passa giorno che un ecologista o un prete, un politico passatista o un umanista ammuffito non esca con la solita litania della ricerca scientifica che, sì, è un bene, ma deve lasciarsi imporre dei limiti. Limiti? Constatare che la scienza ha dei limiti è saggio, perché ha dei limiti cognitivi il protagonista di questa impresa: l’uomo. I nostri sensi sono limitati, la nostra ragione è limitata. Certamente la scienza non esaurisce la conoscenza. Certamente la scienza non è lo specchio della natura. Certamente la scienza è solo un modo di rappresentare la realtà, di cercare la verità. Certamente le costruzioni scientifiche sono soggette a rivoluzioni, a cambi di paradigma, presentano anomalie, non riescono a dare ragione di tutti i fenomeni, sono influenzate dal contesto sociopolitico, dalle credenze metafisiche, non sono verità eterne…

Ma, se la scienza ha di per sé dei limiti, perché imporgliene altri? Gli spiriti antiscientifici affermano infatti che dobbiamovolontariamentestabilire i nostri limiti, le nuove colonne d’Ercole della conoscenza, e –in nome della Grande Paura – non spingerci oltre, anche se potremmo. Ma che significa questo, se non che dobbiamo lasciare volontariamente un’area di ignoranza, di tenebre, grande a piacimento, a gravare sulla nostra condizione umana? La ricerca scientifica è idealmente ricerca della verità, attraverso l’uso della ragione e dei sensi. È il tentativo di portare luce su quante più questioni possibili. Vogliamo spegnere questa luce? È dove dovremmo metterli questi limiti, questi paletti invalicabili? Prima della scoperta dei neutrini? Prima della scoperta del DNA? E perché non prima della scoperta dell’evoluzione delle specie, della legge di gravitazione, dei principi di idrostatica di Archimede, o della forma sferoidale della Terra? Ma, soprattutto, perché dobbiamo porre dei limiti? A chi giova l’ignoranza volontaria? Probabilmente, a chi si accontenta di una rassicurante immagine dell’universo, simile a un presepe di Natale.

La scienza ha fatto crollare regni e imperi, chiese e religioni. La scienza non è mai stata cauta, moderata, a modo. È sempre stata smodata, proprio come noi futuristi. Il Cardinale Bellarmino si preoccupava delle conseguenze politiche della teoria eliocentrica. Gli astronomi invece si preoccupavano soltanto della teoria eliocentrica. Una frase di Fichte traduce lo spirito della scienza meglio di ogni trattato: «La verità deve essere detta anche se il mondo dovesse andare in pezzi!». Proprio così… La ricerca scientifica deve essere libera, deve dispiegarsi per raggiungere le frontiere più estreme della cognizione umana. E quando queste saranno raggiunte, sarà l’essere postumano a prendere il posto dell’umano, per andare ancora oltre. Dove? Non lo sappiamo, ma non è questo che importa. L’importante è vivere la ricerca scientifica come una avventura perenne, armati di coraggio e curiosità. Sedicenti futuristi, avete il coraggio di seguirci su questa strada?

 

Noi siamo smodatofuturisti nella concezione della tecnologia! Ci sarebbe un futuro se non ci fosse uno sviluppo tecnologico libero e illimitato? È la tecnologia che crea il tempo, distinguendo tra passato, presente e futuro. Immaginiamo una società umana in cui il primo homo habilis avesse gettato la pietra raccolta, invece di scheggiarla per farne un utensile. Immaginiamo una società umana senza rivoluzione neolitica, senza agricoltura e pastorizia. O senza rivoluzione industriale, rivoluzione informatica, rivoluzione robotica, rivoluzione biotecnologica. Sarebbe una società sempre uguale a se stessa. Un eterno presente, senza passato e senza futuro, senza consapevolezza e senza storia.

Sappiamo che non pochi rimpiangono o sognano questo tipo di società. C’è chi sogna una moratoria delle tecnologie al tempo presente, per lucrare sulle posizioni di privilegio (i conservatori), c’è chi sogna una decrescita felice (i reazionari), e c’è anche chi sogna uno sviluppo sostenibile, ossia fino a un certo punto, il punto in cui si raggiunge “la fine della storia” (i falsi progressisti). Dunque, un passato sì, un futuro no. Di fronte soltanto un eterno presente, una società sempre uguale a se stessa, per i millenni a venire, fino a quando l’esplosione del sole non metterà fine alla vicenda umana su questo pianeta.

C’è chi ama questo scenario, ritenendo insensata la continua rincorsa della novità tecnologica. E c’è invece chi ritiene completamente insensato proprio questo statico scenario. Noi lo riteniamo insensato. Ognuno ha la propria sensibilità, i propri orientamenti psicologici ed esistenziali. Su questo non discutiamo. È tuttavia lapalissiano che non può dirsi futurista chi non ama la tecnica, chi non desidera il continuo sviluppo della tecnica. Un futurista conservatore è un ossimoro, un non senso. Senza tecnica non c’è futuro. I futuristi vogliono andare sempre oltre, spingersi fino al futuro più estremo.

Lo sviluppo tecnologico è un’avventura e come ogni avventura necessita di coraggio. Le nuove tecnologie in campo, l’ingegneria genetica, la robotica, l’informatica, non cambiano solo l’ambiente. Promettono di cambiare anche l’uomo. Qualcuno, che in passato ha accettato ogni sviluppo tecnico, vorrebbe ora fermarsi almenodavanti a questa possibilità. Noi invece diciamo che è il momento di essere smodati. I futuristi vogliono continuare la loro marcia, anche verso questo futuro postumano. I futuristi sognano un futuro estremo, il cui frutto più maturo sarà un nuovo salto evolutivo della specie, del resto già vagheggiato da Marinetti. Sedicenti futuristi, avete il coraggio di seguirci su questa strada?

Continua...

03/07/2011

Moana Pozzi netfuturista?

(* di Roby Guerra, 2009)

Il 15 settembre 1994, quasi all’improvviso (pochi lo sapevano) moriva Moana Pozzi, sex simbol dell’Italia del secondo novecento, capace nell’Immaginario erotico e sociale di superare anche magari Lucrezia Borgia e Edwige Fenech, la stessa Stefania Sandrelli (al di là di evidenti differenze iconiche e contestuali).

Fu una fine estate particolarmente fresca quel ”94: Moana gravemente ammalata e ricoverata segretamente a Lione, secondo la leggenda cadde come le prime foglie premature ungarettiane, leggendo Sant’Agostino, sorta di specchio in certo senso della prima porno star italiana capace di bucare i media con autorevolezza ineguagliata. E civettò con l’Autunno dietro la porta…chiudendo le ciglia per sempre.

Ad un certo punto, infatti, dopo anni di scandali, provocazioni, film a luci rosse mai visti in Italia, ovvio supertrash ma con un “non so che” archetipico, poi decisivo per la percezione diversa di Moana, la prima dama dell’erotismo moderno italiano divenne quasi ospite fissa persino della Tv pubblica, invitata a dibattiti e talk show (anche seri): un rara breccia controculturale… (a costo di scandalizzare i puristi) nei copioni canovacci convenzionali, monodimensionali, bainco o nero, manichei, dei salotti nazionali; finalmente una TV o uno schermo… a tinte forti multicolori.

Valentine de Saint Point (futurista e autrice de il Manifesto della Lussuria), Anna Kulisioff, le stesse Rosa Luxemburg, Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, eccetera probabilmente l’avrebbero apprezzata, come appunto, quasi la famiglia stessa media italiana negli ultimi anni: in Televisione o sui media e giornali, nelle interviste, Moana, stupiva per la naturalezza sincerissima, genetica e fluida come magari il fiume classico di Eraclito trasformato in sorgente femmina inesauribile..

Una parola geneticamente erotica e sensuale quella di Moana, ben poco ocalinghevole (magari alla Marini, ma nulla di male dopo il duemila, anzi), persino intelligente e d’avanguardia: piaccia o meno Moana nelle parole e nella vita (ma anche nei film porno naturalmente tra gli intersttzi e certi witz in lei riflessi, al di là delle trame e dei soggetti prevedibili) era una donna-femmmina-bambola-pornostella libera!

Per la rivoluzione femminile e femminista del novecento, anzi ben più autentica, credibile ed efficace Moana di tante ciarle e parodie di illustri sindacaliste… del movimento delle donne stesso: più di quest’ultimo Moana ha probabilmente mutato i costumi e la percezione della sessualità in Italia, un poco come Marylin Monroe e Brigitte Bardot o la stessa Mary Quant delle minigonne. A zig zag le vie e le civetterie della rivoluzione, parola femminile, non sempre a suo agio quando comparata con modelli maschili…

Oggi, ragazze stupende (e anche carine) di 18 anni le fanno il verso quantomeno nel look, un progresso in Italia, checchè ne dicano certi bacchettoni eterni teocratici o laici.

Persino nella finzione Moana Pozzi amava trasparentemente l’erotismo e la sessualità! Come una rosa postmoderna, fuggita dalle solite serre o vasi o giardini, emanava nel Bel Paese profumi di rivoluzione appunto sessuale: viva anche nella fiction del cinema , realtà virtuale ante litteram, insomma una futuristica precorritrice, come una Vestale o Sibilla ma dionisiaca, come una Geisha ma occidentale, la stessa Innnocenza provocatoria di memoria dannunziana…

Tra le sante fasulle e bambole libertarie-edonistiche come Moana (non solo boutade le sue simpatie ricambiate radicali) , persino Goethe “parte di quella forza il male (il peccato..) che sempre crea il bene, o Nietszche (una nuova Lou Salomé avrebbe osato…. ), nel sublime e arduo miracolo della Vita – e della natura umana per sua essenza paradossale e contradditoria, salvo eccezioni appunto beate e rarissime, le avrebbero chiesto sia la mano sia: “da quale pianeta è caduta sulla Terra?”

In fine estate del 1994, Moana, consapevole della malattia fatale, ancora nel fiore del piacere e della Bellezza (e della fama persino seria!), leggendo Sant’Agostino, secondo le leggende temeva l’Autunno incombente preludio dell ‘Inverno: l’ha beffato di pochi secondi luce, durante la luna piena, cara anche ad un’altra figura immaginale a lei affine , la Lilith luna nera, seconda luna di certa tradizione ebraica ( e secondo quet’ultima ..prima la ribelle e sensuale Lilith che la “melomane…” Eva).

Moana…. ha preso…il toro per le corna, chiuso gli occhi per sempre, dribblando, Lei donna del duemila, il suo Autunno del Medioevo pronto metaforicamente a .. bruciarla!

E Moana a quel suo ‘Autunno Inquisitore imprevisto e prematuro, senza scampo, dalle parti di Rennes-les- Chateau, a Lione, dove forse fuggì una certa Maria Maddalena, il suo Sacro Graal moderno, intriso di tutto il mistero dell’Eros, l’ha negato!

E’ stata (e da allora anche prima stella indiscussa luminosa dell’ Immaginario erotico italiano), invece, la prima foglia ungarettiana di quell’Autunno 1994.

*from Controcultura/Supereva, 2009.

http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2009/09...


Moana Lisa cyberpunk videoset a High Foundation 2011 (3-7-2011)

http://lasinorosso.myblog.it/archive/2011/07/02/video-art-a-high-foundation-2011-ferrara-a-cura-di-filippo-l.html

27/05/2011

Molecole tricolori di Netpolitica....


E se la bella liturgia di Italia 150 (senza alcuna ironia, ma...) fosse come ogni celebrazione un canto del cigno, una quiete fatale, terminale, prima della tempesta? Uno tsunami bio/geo/politico sarà forse necessario per la cosidetta Italia del XXI secolo. Al di là del veteronazionalismo o del federalismo paleoleghista o di Neuropa.

Come diceva Gramsci (ma anche Marx), ecco l'internazionalismo come noto (e per forza) perduto.., riformattato alla luce del duemila, in Italia: sono i fatti, non le astrazioni ideali a fare la storia e i popoli e le nazioni... E fatti vogliono dire, molto crudamente, economia e informazione, verifiche sperimentali di qualsivoglia idea, progetto, scenario, popolo, nazione.

Può, ragionevolmente, nel duemilaundici, una automobile essere pilotata magari da un alcolista in delirium tremens? O una astronave da uno scimpanzé? Può ritornare sulla Terra una navicella senza la tecnologia decisiva per superare l'inferno (letterale) dell'atmosfera terrestre? O volare con tecnologie del XXI secolo mixate con quelle dell'era pre-industriale? Può funzionare una automobile con un motore del XXI secolo e una carrozzeria, tipo calesse del primo novecento? Soprattutto può essere prodotta e venduta? Evidentemente no. Ergo la Ford o la Fiat per continuare ad esistere devono adeguare il.. calesse al motore del XXI secolo..

Il realismo, spesso, è mera superburocrazia mentale per esorcizzare e azzerare un Realismo superiore possibile, spacciato dalle varie caste in utopia o visionarietà. Processo di reificazione del Reale ben previsto, sempre da Gramsci e soprattutto Marx (o certa psicanalisi sociale), dallo stesso Nietzsche... 

Va da se: il virtuale non è il peccato originario contemporaneo diagnostico pertinente, come spesso si pretende o paventa: proprio l'opposto. E' la natura dinamica umana in primis, la password, l'account sconosciuto e rimosso. La storia non fa nulla, anche, oltre ai fatti che dimostrano le parole scientificamente... 

Ovvero la natura dinamica dei popoli e della nazioni, interfacciate ieri con l'economia, oggi con l'informazione/economia (ecco la società della macchina molto Reale!), imprinting conoscitivo (ma teoria+prassi, pensiero+azione) che oggi, contro anche certa abusata società liquida (ben più perturbanti le utopie-analisi di Wiener, Von Neumann, Mnsky McLuhan, Debord e Baudrillard rispetto a Baumann e i suoi adepti- molti italian radical chic) è chiamato da taluni spiriti acuti appunto geo o biopolitica. Tempo di una modulazione più ampia, forse: nei tempi netmoderni, bio o geo o techno o ciber o net..politica.

Ma parliamo dell'Europa, ormai in fase terminale (salvo download inrinvianbili)? O dell'Italia, alla luce, pure, della fine del berlusconismo (globalmente meno negativo di certa percezione collettiva chic radical o vetero noglobal), della nascente islamizzazione di ...Mediolanum? Parliamo della secessione trash leghista, unico spettro minimalista, pare, viandante in Italia o del suo malcelato cavallo di Troja del federalismo sempre più simile (anche per dislocazione, ovvio) al.. Corporativismo fascista ectoplasmatico? Parliamo di certa aforistica apparentemente innocua del ministro Tremonti, di tanto in tanto secessionista concettuale (Il Nord senza il Sud? L'area più ricca d'Europa, testuali parole recenti)?

Soltanto i segni... c'interessano per andare oltre, immaginare scenari darwiniani, non implosivi o degeneranti, più evoluti, ma dalle parole come fatti, dalla storia come Reale, dall'umanesimo netmoderno non come umanitarismo suicidante, ma volontà- macchina desiderante concretissima, sorta di sonda, di drone dal web al reale, un Neo alla Matrix, anzi un Net.., per sperimentarli off line, mutare la matrice in certo senso.

Cosa ci rivela l'oracolo del web ? Esistono nei fatti due Italie ATTUALMENTE incompatibili: a livello antropologico, economico e futuribile, non a livello sociogenetico, sia ben chìaro, ma la prognosi è medica, a volte i tumori sono maligni e vanno estirpati! L'Italia, oggi (ma da sempre..) è come, appunto, una automobile con un motore del XXI secolo, il centro-nord, e una carrozzeria tipo calesse pre-industriale. 

Al net-passo di corsa con il COMPUTERWORLD post-Internet e i suoi effetti sulla psiche collettiva (e singolare), sui popoli e le Nazioni, l'Italia va aggiornata. Anche l'Italia nell'era del web e dell'informazione è un Link, un Avatar, un Neo, dialettica immateriale on-off-line.  All'orizzonte degli eventi non cosmici, ma molto terrestri, le old version internazionalistiche, ecumeniche, utopistiche oggi sono fatti in divenire, sagome o olografie libere dalle Forme precedenti, sorrisi neoleonardeschi di Cyber Gaia (la Terra On Line...), chiamate Globalizzazione.  

La Terra è il Messaggio, destruttura e ricompone, l'Europa o l'America, Asia o Africa o Oceania, anche La Luna e il Mare dell'Apollo 11. Ma nessuna tranquillità ovvio sulla Terra, tra i popoli e le Nazioni. Tutto un movimento virale in divenire: al contrario degli Old internazionalismi vari, profani atei o sacri, come un movimento evolutivo accelerato alla velocità della luce, mai estinta la singolarità tecnopersonale, dei popoli e della nazioni. Un movimento non solo in Avanti verso la Terra e Cyber Gaia, ma anche a Spirale, persino a zig zag o una Non-Forme irriducibile a old classificazioni ed identificazioni.

Digito... Una Italia ma anche multipla, diciamo un paio,  un netfederalismo macroregionale prima che micro. E due grandi mega regioni d'Italia 21... Nord-Centro e Sud-Isole. Unico asse non cartesiano, ma neopitagorico, Roma come Supercomputer,  in certo senso come Gerusalemme, e come l'Aja capitale 1 d'Olanda. La capitale operativa Milano! La Capitale del Sud-Isole, Napoli (un tempo, quello di Roma Imperiale, centro intellettuale...).

E due sistemi operativi (e software...) economie diversificate e tutta la cascata necessaria, legislativa, giuridica eccetera: due microstati federali in 1! Perfettamente compatili più sistemi operativi nelle Macchine Pensanti, figurarsi nelle microgeopolitiche persino in-organiche!

Sullo sfondo, sempre Roma, quale appunto Supercomputer Hardware, echelon quasi per monitorare e probabilmente, di tanto in tanto, come Torre di Controllo, modificare, aggiustare la Rotta: due Economie diverse ( e tutta la Cascata...), ma destinate, nel futuro prossimo anche a convergere. E dal Reale la geo bio tecno net politica: Arte e turismo e Dildonica.. .(l'arte dell'informazione) e ecologia alternativa e-o Soft Industry (Sole, Eolico....) la cibornetica per Roma e il Sud-Isole. Arte e Avanguardia e turismo e dildonica e ecologia postnucleare e-o Hard Industry (Robotica e Automazione, Business non stop..) per il Nord-centro.

Un googlare dei popoli italiani verso quelli europei riformattati e quelli americani ecc., terrestri nascenti, nel divenire fatale dei Motori di ... ricerca e azione e innovazione, al passo con la velocità della Terra rotazione attorno al Sole, dialettica informatica, orizzontale, circolare, a spirale, ufo... non classificabile oggi, destinato a relativizzare (e terminare....) , quando il Post Onu sarà una cosa seria e Cybergaia stessa patria concreta, tutti i tabu nazionalistici ottonovecenteschi o persino tardomedievali o neoprimitivi luddisti contemporanei (purtroppo).

Eppur si muove, disse un toscano. Anche l'Italia post150!

 

Robytron (*robyguerra)