The web is a message! Anche per la Poesia.. dopo la rivoluzione netfuturista, forever con la p minuscola. News alla Chomsky in versione avatar…, vocali e consonanti neppure binarie, ternarie, quadrifoniche, gettaedriche…. Multi cromatiche, multitasking.
Oltre i pur sublimi terminali postromantici del Novecento.
Dal web l’anima dei computers, androidi, robot, cyborg, del nascente homo techno sapiens: un divino infante robot all’assalto delle stelle, non soltanto per istinto-imprinting darwiniano, ma per – fatale corto-chip-circuito- riflette la nuova luce sconosciuta, compreso il rovescio dell’ombra, nell’ombelico e il piercing della Terra, cyber gaia…
Dalla fontana di Palazzeschi a quella carpe diem di Rosso Trevi; dai numeri in libertà di Marinetti agli zero secondo900 di Barilli (Viaggio al Terrmine della Parola), Spatola (Verso la Poesia Totale), Lamberto Pignotti (la Parola visiva-sonora), finanche le tecno ninna nanna…. di futurguerra.
Oggi, anni dieci duemila.., oltre i vagiti dei poeti estinti- direbbe sempre Marinetti clone- siamo già oltre: con i talenti, micro- geni biogenetici, secondo la a arte minuscola del Neo postMatrix… Antonio Saccoccio: Stefano Balice, Marco Raimondo e Klaus Peter Schneegass.
Non a caso, né causa, né fato, tra parola e antiparola sound ( tutti quanti simultaneamente muso poeti electrorumoristi), tracciano, come contatori geiger, la radioattività innamorante del futuro futurale imminente. Anche dai carillon di Stockhausen o i Krafwterk: netpoesia, computer poesia vagitante e quasi embrione di un telaio incantato pensante…
Con parole “overground”: un significante dis-simile: input della voce umana e della parola di scienza, mixati, centrifugati con bisturi di cristallo… dove il cuore è più freddo caldo di un pacemaker, e la protesi più ammaliante di una top model…
Con parole “standard” alla Gropius o alla Warhol (anche certa neo-nata transarchittettura): Raimondo, più prossimo ad un the best-ma ex novo...- delle neoavanguardie dei vari Zanzotto, Sanguineti, Ruffilli; Balice a certo Balestrini (decompresso--Balestrini- da certo deja vu ancora “alternative”); Schneegass, un Rilke miniaturizzato, riformattato con gli atomi di un Tzara…o Satie.
La nuova nano poetica netfuturista? Quasi arte digitale all’infrarosso o ultrasuono. … Arecibo rischia di scambiarla per una chat aliena…. Molto terreste, al contrario, la bellezza con la b minuscola di baby di 7 anni robotpoeti, magari cari a un certo Rimbaud, più umani degli umani.
Lo stupore tech dei nativi digitali.
Marco Raimondo: http://microscopoesia.blogspot.com/
Stefano Balice: http://pensieroenarmonico.blogspot.com
Klaus Peter Schneegass: http://de.wikipedia.org/wiki/Klaus-Peter_Schneegass
http://www.netfuturismo.it